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Quattro Bici News

 


Testata (anzi capata) giornalistico-sportiva indipendente. Pubblicato in proprio e con mezzi di fortuna. Edizione di Maggio 2007, numero 1.

 

 
Domenica scorsa la clamorosa debacle ai Colli San Fermo
Il Pucci non ce la fa.
"Abbandono, ma ritornerò presto", le prime parole dello sconfortato Masanese.

(dal nostro inviato). Non ce l'ha fatta. Quello che doveva essere il grande ritorno del Pucci all'agonismo si è trasformato molto rapidamente in un clamoroso flop. A nulla sono valse le rassicurazioni del giorno prima: la paventata forma fisica, trascurata per quasi un'intera stagione, non si è dimostrata tale. Gli avversari, per nulla intimoriti, non si sono distratti un attimo; ed impietosi hanno proseguito per la propria strada, incuranti del moribondo ciclista di Masano. Ma veniamo alla cronaca della giornata.

 
Sono le ore 7:30 di Domenica 27 Maggio 2007 quando uno stanco Claudio ed un semi-addormentato Luca passano a prelevare il Pucci in territorio nemico, nel Masanese. Già i primi sentori di quello che sarebbe successo poi: il redivivo atleta della bassa si presenta con una bici degna del miglior Bugno, dell'età di Baronchelli e usata poco come quella di un neonato;  la mise sfoggiata non è da meno: a stento le scritte della Ciclistica Caravaggese riescono a contenere l'addominale a 'guscio di tartaruga' che spunta, a sorpresa, come un energico protubero sul frontale del Pucci. Nulla, comunque, viene dato per scontato e i due forti atleti Mozzanichesi Claudio e Luca (quest'ultimo in prestito dalla Cicli Parabiago) non negano la fiducia all'atleta dell'ordine dei Cheloni; insieme ripartono alla volta di Trescore Balneario, luogo di ritrovo con gli altri due teutonici del gruppo. Alle ore 8 arrivano anche Muri, il colorito (fa il pittore) atleta di Martinengo, e Roby, l'imperscrutabile magutto Ghisalbese. Tempo di scaricare le bici e via, alla volta di Colli San Fermo. Il programma prevede una salita lunga 12 km, con punte massime di pendenza del 18%; in cima ai Colli, poi, ci sarebbe la possibilità di scalare anche l'ultimo colle, quello più duro, che presenta, però, una vista mozzafiato sulla vallata che ospita il Lago d'Endine. Il tempo non è dei migliori, purtroppo; la vetta non è visibile e minaccia pioggia. I nostri eroi, però, decidono di non fermarsi e partono, non prima di aver sorbito le lodi del Pucci al suo casco professionistico made in Caravaggio. Dopo un paio di chilometri di interlocutorio falso-piano, si imbocca la salita per Colli: il primo chilometro è l'aperitivo per il banchetto che verrà servito subito dopo. Un paio di tornanti dove è difficile tenere la ruota anteriore ben salda a terra, pedalati con un rapporto che non è ancora il rampichino che servirà poi. Le due Whistle Alikut Colorado River azzannano l'asfalto incattivite come non mai; la Bianchi modello 'tuffo nel fiume' segue a ruota. Roby pare passeggiare, mentre il Pucci, con la Bianchi del campione del mondo 1987, si attarda nel cercare il miglior assetto postura-cambio. Si arriva al falso piano, preludio della fatica estrema, con un Pucci che chiede se "la salita è tutta così". Il resto del gruppo si guarda dubbioso; il cruccio è se dire che la salita che stanno per affrontare non è tutta così, ma è invece molto peggio. La decisione non comunicata, ma unanime, è quella di tacere; saranno le gambe del Masanese a rendersi conto dell'accaduto, da sole. Finisce il falso piano ed inizia la vera salita; da subito una pendenza dolomitica con Roby davanti a tutti, seguito a ruota da Luca e Muri; Claudio si attarda, ma è un ritardo tattico, nella speranza di far rientrare il -già a sua volta attardato- gregario Pucci. A questo punto Luca, memore dei tempi che furono, suggerisce all'ultimo della carovana di impossessarsi delle chiavi dell'auto, "che non si sa mai ti possano servire" - aggiunge. E sarà un'indicazione provvidenziale. Da questo momento in poi del Pucci si perdono le tracce, sia visive, sia telefoniche. L'accordo ufficiale è quello di trovarsi alla fine della prima salita, la più massacrante, dopo 4 km di asfalto pendente: qui il Pucci non arriverà mai. Parte la prima telefonata di soccorso; Claudio compone il numero e a rispondere è un disorientato Pucci che, balbettando, racconta di essere a buon punto; dice anche di aver di fronte, in bellavista, la casa grigia di cui aveva sentito parlare noi prima.   Claudio ci guarda sconvolto: non ci sono case nell'arco di venti chilometri e quella del Pucci, dice, ha tutta l'aria di essere un'allucinazione; "il belzebù della fatica sta risalendo il suo corpo", continua; "prima gli ha preso le gambe, ora si avvicina pericolosamente al cervello". Muri e Claudio, dopo aver consumato un ipocalorico snack, decidono di partire alla volta del Pucci; lo andranno a riprendere per portarlo sull'Olimpo, per arrivare a completare l'opera, l'impensabile: la scalata ai Colli San Fermo. Roby e Luca, invece, proseguono in salita, in una avanscoperta dura quanto insidiosa. Dopo altri 3 km il gruppo si ricompatta: Muri e Claudio raggiungono Roby e Luca già in vista dell'abitato di Colli; a questo punto l'ufficialità della notizia arriva dalla seconda telefonata del giorno: il Pucci si è ritirato; pare sia già rientrato al campo base, sulla macchina, e che sia orientato ad una lunga e riposante dormita sul ribaltabile posteriore. Non sorpresi, ma un po' dispiaciuti, i quattro ripartono alla volta della meta finale. Durante il passaggio per Colli centro il gruppo viene rincuorato da un gentile passante: "Siete quasi arrivati, bravi. Questo è il chilometro più duro". Sudati ma non stanchi il team al completo raggiunge la cima; non paghi dello sforzo, però, decidono di proseguire per l'impervio sterrato che porta alla vista sul Lago d'Endine. La strada si fa stretta e brutta; dopo i primi cinquecento metri anche Muri è costretto ad abbandonare: risente ancora i postumi della caduta della domenica prima, quando, nel tentativo di abbracciare un ramoscello d'albero, cadeva malamente nelle torbide acque del fiume Adda, procurandosi ferite lacero-contuse ed ematomi diffusi, ancor oggi causa di disagio e risentimento muscolare. Roby, Claudio e Luca, invece, arrivano alla meta: un successo insperato, un miracolo della genetica, una gioia immensa. Al punto di ristoro i tre eroi si ricongiungono con il pittore bergamasco, già intento a praticare lo sport delle 'gambe sotto al tavolo'. Il gruppo non se lo fa ripetere due volte e così, ancora più aggressivi di quando in bici, affrontano le impervie curve delle brioches crema e cioccolato, per poi tuffarsi impetuosamente nelle agitate acque gusto tè al limone. Dopo qualche minuto si torna in sella, per scendere in picchiata le micidiali curve della Colli-Entratico; punte massime di velocità che superano i 60 orari, qualche sbandata, casco ben saldo sulla testa, aria fresca e la felicità di aver coronato un sogno. Gli ultimi due chilometri sono in pianura e vengono letteralmente divorati alla venerabile velocità di 45 chilometri all'ora. All'arrivo, la scena che si presenta agli occhi dei quattro è a dir poco pietosa: il Pucci, testuggine addominale inclusa, è steso morto all'interno dell'ammiraglia; a fatica, richiamato dalle urla del team, riesce a scendere dall'auto stazionando in autonomia sulle proprie gambe; è distrutto, non riesce a parlare; ma una promessa esce, flebile, dalle sue labbra: "Vedrete domenica prossima, ce la farò!". Sì, Pucci... tanti (ma tanti) auguri!  

Domenica il bis
Tutti ad Iseo
Si prova il circuito della Gimondi Bike.

Domenica 3 Giugno 2007 si correrà la seconda prova del circuito Team Quattro Bici della Bassa Bergamasca. Scenario della manifestazione sportiva le colline a ridosso del Lago di Iseo, sul circuito permanentemente segnato della Gimondi Bike. Un bel tracciato di 36 km così composto: primi 8 km di salita su asfalto, con pendenza media; sali-scendi su sterrato per i successivi tre chilometri; discesa mozzafiato, poi, su terreno impervio per altri due chilometri. Il ciruito prosegue con vari sali-scendi collinari, tra vigneti e campi coltivati, per finire con una salita massacrante, con pendenze superiori al 20% negli ultimi due chilometri.  Oltre al Team Quattro Bici è previsto il ritorno, salvo sorprese, del Pucci e, tempo permettendo, di un ospite professionista romano.  La partenza è prevista alle ore 8 dal centro di Iseo. Gli organizzatori consigliano di portare, nell'ordine: una bicicletta, possibilmente una mountain-bike; l'abbigliamento adeguato alla prestazione sportiva; acqua e cibo; caschetto e tanta voglia di pedalare. Vista la presenza di cotanti ospiti gli organizzatori comunicano alle gentili signore che non sarà possibile garantire un orario di rientro alle proprie abitazioni certo e certificato. Si mettessero il cuore in pace, quindi.

 

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